Energia da biomasse solide strumento top economia circolare

Il contributo della produzione di energia elettrica da biomasse solide rappresenta non solo uno strumento fondamentale di attuazione dei principi dell’economia circolare, ma anche un elemento importante per la tutela ambientale, nonché per la riduzione dei costi sociali e lo sviluppo economico del settore agricolo e delle comunità locali.

E’ quanto emerso nel corso della tavola rotonda “Biomasse solide, pilastro dell’economia circolare”, promosso dall’Associazione Energia da Biomasse Solide (Ebs), che raggruppa più della metà degli operatori del settore, con una potenza complessiva installata di circa 265 MW e un utilizzo di quasi 3 milioni di tonnellate annue di biomassa.

“Nonostante il patrimonio forestale nazionale costituisca il 36% della superficie complessiva del Paese – ha sottolineato Luca Sani, presidente Commissione Agricoltura della Camera – l’Italia è il primo importatore di legna da ardere, il terzo acquirente di residui e scarti legnosi e il dodicesimo compratore di cippato di conifere, a livello mondiale. Le cause di questa situazione sono da individuarsi nella mancanza di norme chiare per un concreto utilizzo delle risorse boschive, nella parziale applicazione della normativa europea di riferimento, nonché nella discordanza delle normative regionali.

E’ per queste ragioni che si rende necessaria una nuova politica forestale nazionale, che promuova e favorisca l’uso del legname e dei cascami nostrani e che allo stesso tempo consenta la manutenzione e la salvaguardia dei boschi”.

Per Simone Tonon, presidente dell’Associazione Ebs: “E’ fondamentale valorizzare tutte le potenzialità della filiera agroenergetica. Basti pensare che l’Enea stima una disponibilità effettiva di biomassa residuale ad uso energetico complessivamente pari a 13,2 milioni di tonnellate annue.

Inoltre, una gestione corretta e sostenibile degli 11 milioni di ettari di superficie boschiva italiana – peraltro in costante aumento nel corso degli ultimi decenni – consentirebbe al sistema Paese un importante risparmio di oneri per fare fronte ai dissesti idrogeologici e agli incendi boschivi”.

“Le biomasse solide – ha osservato Stefano Saglia, coordinatore delle attività dell’Associazione Parlamentari per lo sviluppo sostenibile – possono contribuire a pieno titolo al raggiungimento degli obiettivi nel settore delle fonti rinnovabili, posti dalla Commissione Europea sino al 2030. Il governo deve stabilire i criteri e gli incentivi, nel rispetto della direttiva sugli aiuti di Stato, a decorrere dal 1 gennaio 2017 e poi la fine degli incentivi dal 2020. Le imprese per programmare gli investimenti hanno bisogno di certezze e stabilità normativa, ben vengano quindi aste competitive e neutralità tecnologica, purché si faccia presto”.

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Energia da biomasse solide, Comitato diventa associazione

Roma, 11 mar. (askanews) – “A meno di un anno dalla sua nascita, il Comitato Energia da Biomasse Solide – costituitosi per far fronte alla contingenza del nuovo Decreto Fonti Energetiche Rinnovabili (FER), che avrebbe penalizzato fortemente il settore, e ancora in attesa di pubblicazione da parte del Ministero dello Sviluppo Economico – consolida il suo percorso e diventa Associazione”. Lo rende noto lo stesso Comitato in una nota. La sigla del nuovo statuto è avvenuta a Roma alla presenza dei soci fondatori: Biolevano, Biomasse Italia, Biomasse Crotone, Bonollo Energia, C&T, Fusine Energia, San Marco Bioenergie, Serravalle Energy, Sardinia Bio Energy e Zignago Power.

Simone Tonon, già portavoce del Comitato, è stato eletto all’unanimità Presidente dell’Associazione EBS. Con lui faranno parte del Consiglio direttivo anche Bruno Fisi, eletto Vice Presidente, Andrea Bigai, Segretario e Tesoriere, Luigi Galloppa e Antonio Di Cosimo.

Scopo dell’Associazione EBS è “rappresentare, in maniera ancora più incisiva, un vero e proprio settore industriale che genera molteplici benefici per il sistema Italia e che non è in competizione con il settore food”. “Non solo da un punto di vista ambientale, grazie a sofisticati sistemi di controllo delle emissioni, assicurando la regolare manutenzione del patrimonio boschivo ed evitando combustioni incontrollate, ma anche da un punto di vista economico, soprattutto per il settore agricolo, attraverso le produzioni agroenergetiche, la valorizzazione dei terreni marginali, l’impiego dei sottoprodotti e per tutto il settore della logistica della biomassa”, prosegue la neonata Associazion e. Le imprese del settore rappresentano, poi, “un punto di riferimento per lo sviluppo di una tecnologia nazionale per la costruzione e la manutenzione di impianti energetici”. Inoltre, l’Associazione avrà il compito di vigilare sulla tutela e sullo sviluppo di tutte le imprese e associazioni operanti nel settore della produzione di energia da fonti rinnovabili, dello studio e della ricerca relativa alle biomasse solide legnose e soprattutto della filiera industriale a essa collegata.

“Siamo convinti – ha dichiarato il neo Presidente, Simone Tonon – che il ruolo del comparto in Italia possa consolidarsi ulteriormente grazie al contributo di questa Associazione. Sostenibilità, riduzione degli impatti, occupazione, sviluppo del territorio, tecnologia, ricerca dell’efficienza; tutti principi per i quali il settore delle biomasse lavora da anni con l’obiettivo di consolidarli nel lungo periodo”.

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Il decreto sull’energia da biomassa solida non piace alle imprese

Il governo pensa a un decreto ponte che modificherà le regole degli incentivi, ma le aziende protestano

La firma al decreto ministeriale da parte dei Dicasteri competenti (Ambiente, Sviluppo economico e Politiche agricole) che disciplina gli incentivi agli impianti “verdi” – escluso il fotovoltaico – c’è. Adesso si attende il parere della Conferenza Unificata, previsto per fine ottobre. Poi la palla passerà all’Authority dell’energia e già non si esclude la richiesta di alcune modifiche. Se il nuovo decreto dovesse entrare in vigore, il vecchio regime degli aiuti agli incentivi (risalenti al 2012, ndr) sarà esteso a tutto il 2016, in attesa che l’anno seguente venga recepita la Direttiva Europea in materia di aiuti di Stato per il settore dell’energia, con il conseguente cambio dei contributi alle rinnovabili.

Tuttavia, com’era facilmente prevedibile, questo decreto ponte non piace proprio a tutti. I primi ad alzare i toni sono le aziende produttrici di energia da biomasse solide che a Roma, presso la Sala degli Atti Parlamentari del Senato, hanno riunito tecnici e politici per parlare del futuro di questo comparto industriale messo a rischio dall’eventuale approvazione del nuovo decreto FER. In particolare, l’allarme è stato dato dal neo Comitato Energia da Biomasse Solide, all’interno del quale confluiscono ben 17 operatori per un totale di 24 impianti attivi in tutta Italia e una potenza complessiva di circa 350 MW. A esprimere la propria preoccupazione anche Aldo Di Biagio, vicepresidente Commissione ambiente del Senato che, tramite una nota, ha fatto sapere di essere “a conoscenza delle criticità che si prospettano a seguito dell’avvio del nuovo sistema di tariffe” e di impegnarsi affinché “si possa predisporre un intervento, anche di carattere normativo, che introduca delle misure che consentano di riequilibrare i margini di redditività del settore ed evitare di mettere in pericolo anche i profili occupazionali”.

Un ambito, quello lavorativo, di non poco conto, soprattutto se si pensa che solamente il Comitato rappresenta un indotto di circa 5 mila addetti tra diretti e indiretti. Inoltre, ricorda Simone Tonon, portavoce della delegazione: “è necessario anche un intervento di adeguamento sulla filiera di approvvigionamento della biomassa, italiana al 90%”. Nel nostro Paese la produzione di energia elettrica derivante da questa fonte rappresenta una potenza totale installata di circa 590 MW (GSE, dati 2012) e – ricorda sempre il Comitato EBS – è l’unica in grado di garantire una regolarità e una continuità di esercizio per oltre 8 mila ore l’anno, con produzioni costanti e programmabili, in quanto, a differenza delle altre rinnovabili come l’eolico o il fotovoltaico, non dipende da fattori climatici e ambientali.

Una realtà industriale importante anche secondo il Sottosegretario di Stato alle Politiche agricole, alimentari e forestali, Giuseppe Castiglione che, a chiusura del convegno, ha dichiarato: “Questa questione non è liquidabile con un tweet. E’ auspicabile una politica forte a tutela di una filiera che genera economia. Dobbiamo dare al decreto una dimensione più larga e fare scelte oculate. In un momento in cui tutte le Regioni stanno avviando la nuova programmazione, avremmo dovuto fare scelte politiche piuttosto che burocratiche. Oggi c’è un problema reale di politica e di scelte, ed è necessaria una sollecitazione trasversale anche a livello parlamentare. Mi metto a disposizione e il mio impegno oggi è quello di continuare a lavorare a questo tavolo”.

Fonte: La Stampa

Finalmente è nato il primo comitato dei produttori di Energia da Biomasse Solide (EBS)!

Roma, 21 lug. – Piu’ di 15 operatori che, con oltre 17 impianti alimentati da piu’ di 3,5 milioni di tonnellate annue di biomasse solide e i suoi 3 mila addetti (diretti e indiretti), rappresentano il 60% dell’energia elettrica prodotta in Italia attraverso questa fonte rinnovabile. Questi sono solo alcuni dei numeri che caratterizzano il nuovo Comitato ‘energia da Biomasse Solide’, nato con l’obiettivo di tutelare il settore, seriamente messo a rischio dal cambio del regime tariffario che andra’ a soppiantare i Certificati Verdi. “Abbiamo deciso di dare un nome e un volto agli sforzi compiuti in tutti questi anni- spiega Simone Tonon, portavoce del Comitato- soprattutto alla luce dell’avvio del nuovo sistema di tariffe che sostituira’ i Certificati Verdi dal 1 gennaio 2016 e che, per effetto del mancato adeguamento delle tariffe incentivanti agli attuali prezzi dell’energia, portera’ a una iniqua penalizzazione solamente per le biomasse solide- a differenza dalle altre fonti rinnovabili- con il conseguente collasso del settore. Il nostro e’ un comparto che genera molteplici benefici per il sistema Paese. Oltre a tutelare l’ambiente, grazie a una combustione controllata e un regolare utilizzo delle biomasse residuali, altrimenti destinate alla discarica o peggio bruciate in modo inidoneo, tale settore contribuisce alla corretta manutenzione del patrimonio boschivo, permettendo il taglio selettivo e sostenibile nonche’ il recupero della materia prima, diversamente a carico dello Stato e degli Enti pubblici. Inoltre, il 90% delle biomasse impiegate e’ di provenienza italiana, con un ritorno positivo anche sul settore agricolo, grazie alle produzioni agroenergetiche, alla valorizzazione dei terreni marginali e all’impiego dei sottoprodotti e ai numerosi accordi di filiera sottoscritti con il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali”. Cosi’ in un comunicato Utopia – Relazioni istituzionali e media relations Comitato Ebs. “E’ bene poi ricordare che l’energia pulita, prodotta mediante questa fonte, a differenza delle altre rinnovabili, come l’eolico o il fotovoltaico, non dipende da fattori ambientali e pertanto assicura una regolarita’ e una stabilita’ di fornitura elettrica per oltre 8 mila ore l’anno’. Conclude Tonon: ‘l’incentivo a questo comparto va a coprire i costi operativi e di gestione corrente degli impianti, al pari di un settore industriale, e oltre il 20% di quest’ultimo rientra quindi nelle casse dello Stato sotto forma di tasse, di oneri fiscali e di oneri contributivi. A fronte di una modifica dell’attuale versione del decreto, che comporterebbe un esborso di circa 50 milioni di euro, il Governo rischia di perdere il prossimo anno un settore in grado di garantire un mercato di approvvigionamento di biomasse legnose per circa 250/300 Mln/anno, senza contare il costo sociale derivante dalla chiusura degli impianti, la cassa integrazione per gli addetti e le ripercussioni economiche su un indotto di rilevanza nazionale’. Questa istanza e’ stata peraltro gia’ rappresentata con forza nella comunicazione congiunta del 15 luglio 2015 di Assoelettrica e Assorinnovabili- inviata all’attenzione del Ministro Guidi (Mise) e del Ministro Galletti (Mattm)- evidenziando come il settore delle biomasse solide generi un gettito fiscale comparabile all’impatto delle misure di stabilizzazione dell’incentivo, necessarie a evitare il collasso del comparto e fondamentali per la sopravvivenza di quest’ultimo. Gia’ attivo da due anni, nel Comitato Ebs confluiscono le piu’ importanti aziende produttrici di energia elettrica da fonti rinnovabili, attraverso l’uso esclusivo di biomasse solide: Biolevano, Biomasse Crotone, Biomasse Italia, Bonollo energia, C&T, Enomondo, Serravalle Energy, Ital Green Energy, San Marco Bioenergie, Sardinia Bio Energy, Sicet, Sper, Tampieri Energie, Zignago Power”, conclude Utopia – Relazioni istituzionali e media relations Comitato Ebs.

Fonte: EBS

Intervista ad un nostro collaboratore per un macchinario recentemente acquistato.

“La creazione “ex novo” di una filiera nel territorio” spiega Walter Pichiri, responsabile degli approvvigionamenti della biomassa, “ ha creato la necessità di reperire macchinari specializzati che non erano già presenti nel mercato regionale. Tra i vari macchinari acquistati c’è il trituratore TG5000, scelto appositamente per poter sfruttare i recuperi che nel passato hanno rappresentato un problema e che adesso diventano una risorsa energetica.”

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